Building a new generation of game changers who are getting busy to help the world become a better place. Dreamers and believers who value life and are good to other human beings and to the earth. Leaders who have brilliant ideas to improve lives of others, who use creativity and technology to find solutions, who cherish dialogue and bring peace and ultimately push social progress forward.

Blog

#SUDiary: Entrare a Googleplex a 20 anni, respirare il futuro e innamorarsene

 

IMG_1488Ed è venuto  il momento che ti conferma che Google cambierà il mondo. Arriva alle 9,00 in punto a Singularity University, esattamente all’ingresso del campus della NASA Ames Research Centre, l’ennesimo ‘Google bus’ che ogni mattina trasporta i cosiddetti “googlers”, ovvero gli impiegati di Google, per essere ‘depositati’ senza lo stress del traffico, a Googleplex, il Quartier Generale dell’azienda fondata da Page e Brin.

Lo shuttle è elegantissimo, va a biocarburante. E’ naturalmente wireless (ciò consente di iniziare a lavorare senza perdere tempo) e dotato di gps, in modo da localizzarlo ed eventualmente prenotare anche fermate extra tramite smartphone o portatile. E per non far mancare nulla hanno anche pensato al vano porta biciclette così da velocizzare gli spostamenti ‘a piedi’.IMG_1540

Io non potevo che scegliere di andare a visitare Googleplex (altri andranno al dipartimento medico di Stanford o a quello dell’Energia di Berkeley, mentre qualcuno si cimenterà in un workshop per costruire robot e far volare droni…) Pochi minuti di navetta ed eccomi nella città, o meglio nell’impero di Google. I segnali sono chiari: uno sciame di “google bikes” le biciclette con i colori di google,  una sfilata di “google bus” carichi di altri impiegati e ci sono anche le  “google self driving cars” già in test e in giro nell’area di Googleplex dalla mattina presto. Ovunque i colori giallo, rosso, verde, blu che allegramente ti immergono in questa realtà futuristica. La loro visione della vita è multicolor, hanno creato uno dei campus più gioiosi al mondo! E vogliono ampliarsi, acquistando anche un enorme hangar vicino a SU la cui destinazione d’uso al momento è top secret.

Uno dei palazzi più creativi è quello della loro memoria storica, contiene tutte le varie versioni software di avanzamento di Google a cui hanno dato nomi di dolcezze come “Donuts”, “Cupcake”, “Gingerbread”, “Honeycom” -che ormai è gloriosamente in pensione- per memorabilia all’entrata ci sono proprio sculture giganti di questi dolci.IMG_1479

La nostra prima meta a Googleplex è l’edificio ‘Google Maps’. Una macchina con una telecamera sul tetto con funzioni avanzatissime ci accoglie all’ingresso, ci spiegano come, guidando per ogni strada,  sono riusciti a tracciare quasi ogni metro dei percorsi viari del pianeta e adesso, non contenti, vogliono tracciare i parchi, gli interni dei palazzi, i musei e perché no,  anche gli oceani.

Ci registriamo nel luminoso salone principale, se la produttività è direttamente correlata alla piacevolezza dell’ambiente lavorativo, Google ha da insegnare a molte aziende. Vediamo un grande scivolo metallico che permette alle persone di scendere da un piano all’altro, le luci colorate rendono l’atmosfera informale, ci sono dei salottini accoglienti dove rilassarsi, tutto intorno è confortevole. Un aggettivo per descrivere il luogo: trasparente. Regna il vetro e niente sembra chiuso, sebbene tutto sia di massima riservatezza.

IMG_1542Ci consegnano una ‘borsa google’ contenente non il solito block notes ma dei gadget google: occhiali, borracce, penne, moleskine, pupazzi, frisbe… anche da qui ci facciamo un’idea sulle ore lavorative in Google e quanto sia importante per loro la socialità e la creatività.

Abbiamo poi la fortuna di avere una sessione con esperti di Google.org, la parte non-profit dell’azienda, dedicata a promuovere iniziative imprenditoriali che usano tecnologie innovative per risolvere problemi ad alto impatto sociale. Ci invitano a partecipare alle loro competizioni i cui vincitori ricevono premi da 1M di dollari.

Veniamo messi in una stanza con il capo del progetto ‘Loons’, uno dei progetti più incredibili portato avanti da Google X, la sezione “segreta” di Google dedicata ai programmi più folli e innovativi che si possano pensare come la ‘self driving car’ attualmente ancora in fase testing, oppure le lenti speciali che andranno a sostituire i google glass, e infine il progetto ‘Loons’. In poche parole, una flotta di palloni aerostatici, che contengono tecnologie in grado di riuscire a dare accesso internet in tutte quelle zone che ancora sono fuori dal web: i prototipi sono già per aria in Nuova Zelanda. Non è così folle, se pensiamo che sia Google che Facebook stanno raggiungendo il numero massimo di utenti connessi che possono utilizzare i loro prodotti. Per andare a caccia di nuovi clienti devono prima dare accesso internet a chi ancora non ce l’ha. Qui nella Valley si vocifera che se la strategia di Google prevede dei palloncini, Facebook opta per i droni.

IMG_1554

La nostra giornata prosegue con il pranzo in una delle 20 mense di Googleplex. Musica, colori e banchetti con cibo da tutto il mondo nella mensa Charlie’s, la prima che fu costruita e la più famosa. I googlers sono tutte persone affabili che trasmettono energia. Non potrebbe essere altrimenti date le possibilità che il loro posto di lavoro offre. Per la pausa anche un immancabile campo da beach dove team da tre si sfidano in divertenti tornei.

Due riflessioni mi vengono in mente: la prima è il paragone con l’Italia. Il modello di lavoro italiano, formale, chiuso, triste, buio, nel quale più sei importante più sei confinato tra le tue mura dando inaccessibilità a risorse, idee, persone, solcando un divario profondo con la realtà e le opportunità che ti offre. La seconda è che trovo bello che agli impiegati di una società siano garantiti pasti buoni e gratuiti, attività sportiva, tempo libero e che passione e divertimento siano in mantra. Prendono alla lettera il fattore “PLAY”, ovvero l’importanza di “giocare” perché l’attitudine con cui si gioca ha il potenziale di costruire grandi cose.

La seconda considerazione è che Google ha cominciato come motore di ricerca ma adesso è molto di più. Questi sono i prodotti di Google e leggerli d’un fiato in lista fa una certa impressione: Web search, google chrome, toolbar, helpouts, bookmarks, mobile, maps for mobile, search for mobile, adwords, google apps for business, youtube, google play, books, image search, news, video search, picasa, maps, earth, panoramio, blog search, google shopping, finance, schoar, alerts, trends, gmail, drive, docs, sheets, slides, forms, drawings, sites, calendar, voice, translate, google wallet, google cloud print, google keep, google +, blogger, groups, hangouts, orkout, fusion tables, code.

IMG_1565

Ogni singolo prodotto ha uno scopo più grande. Le informazioni di cui Google è in possesso gli permette di essere una potenza mondiale che guida e continuerà sempre più significativamente a guidare il nostro futuro. Google ha una grande possibilità di arrivare prima di tutti all’uso dell’intelligenza artificiale che non solo permetterà alle self driving cars di diventare una realtà fruibile quotidianamente  ma ci darà una moltitudine di soluzioni che cambieranno completamente il mondo e la nostra società.

Google è informazione. L’informazione è vita. La vita è futuro.

La domanda è: lasciamo tutto nelle mani delle varie Google? La risposta per la maggior parte delle persone qui a SU è no (tranne per quelli che hanno già un contratto a partire da Settembre per lavorare per loro!). Ma sarà difficile, non tanto arrivare prima di loro a nuove soluzioni, quanto NON essere acquisiti al primo spiraglio di genialità.

17 luglio 2014
LUCREZIA BISIGNANI