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#SUDiary | Parola a Ray Kurzweil: «Dati alla mano, nel 2045 le macchine saranno più intelligenti di noi»

L’intelligenza artificiale quando riuscirà a superare quella umana? E’ il grande interrogativo su cui si dipana il dibattito, qui in California, alla Singularity University.
Sull’intelligenza artificiale non solo parole ma dati che ci mettono difronte a mille domande che scuotono la nostra formazione, ma sulle quali dobbiamo ragionare e imparare forse, più presto di quanto immaginiamo, a convivere.
E si parte dalla cosiddetta legge di Moore che prende il nome appunto da Gordonn E. Moore co-fondatore di Intel Corporation che ha dato via alla corsa sull’evoluzione dei processori. Ma cosa ha teorizzato e poi dimostrato Moore? Che le prestazioni dei processori ed il numero di transistor ad esso relativo raddoppiano ogni 18 mesi.
Le funzionalità di molti dispositivi elettronici digitali sono fortemente legati alla legge di Moore e questo miglioramento esponenziale ha avanzato notevolmente l’impatto della tecnologia in tutti i campi.IMG_0512

Dopo un’attenta analisi della storia della tecnologia il futurista Ray Kurzweil, nonché fondatore della Singularity University insieme a Peter Diamandis, capì che l’industria dei computer non stava aumentando linearmente ma  esponenzialmente e per descrivere lo studio ha applicato la legge di Moore ed ha dimostrato come questa legge può essere applicata a qualunque forma di tecnologia e non solo all’evoluzione dei processori.

Secondo il suo studio, quando una tecnologia esistente incontra una difficoltà, una nuova tecnologia verrà inventata per aiutarci a superare quella barriera. La sua tesi è sostenuta da molteplici esempi del passato.

Questa linea continuerà a crescere esponenzialmente fino ad arrivare al punto che Kurzweil chiama “Singularity”. Ed  è in quel il momento in cui i computer supereranno l’intelligenza umana portando  ad un cambiamento radicale.

Alcune implicazioni potrebbero essere la fusione di intelligenze biologiche e non, robot immortali e alti livelli di intelligenza. Nel suo libro “The Singularity is near” prevede che questo momento arriverà attorno all’anno 2045. E per portare avanti quello che può sembrare un sogno Kurzweil  è stato reclutato da Google dove ha concordato con il co-fondatore Larry Page una job description di una riga: “portare la comprensione del linguaggio naturale a Google.”

IMG_0547E recentemente Google ha dato il via ad uno “shopping” senza precedenti  di tecnologie per creare il più grande laboratorio di intelligenza artificiale sulla terra.  E Bill Gates sostiene che nessuno meglio di lui potrà predire il futuro dell’intelligenza artificiale. E quello che sostiene è che l’intelligenza delle macchine supererà quella umana.

Siamo già sulla buona strada con la differenza che i computer presto saranno in grado di capire quello che diciamo e di contestulizzarlo, impareranno dall’esperienza, saranno in grado di scherzare e raccontare storie. Addirittura flirtare.
I computer potranno fare tutto quello che fanno gli esseri umani. Solo che lo faranno meglio. Kurzweil predice che un computer potrà superare il Turing Test già nel 2029. Un test che prova la capacità di una macchina di esibire un comportamento intelligente equivalente o indistinguibile da quello di un umano. In poche parole immaginatevi di parlare con una “persona” in una chat e non essere più’ in grado di riconoscere, in base  alle sue risposte, se questa sia una persona o una macchina.
Fate un test e provate a parlare con Ramona (che ancora non ha passato il test).
Secondo Kurzwell una macchina di intelligenza artificiale potrebbe effettuare l’intera gamma di compiti intellettuali e anticipa come le intelligenze artificiali diventeranno necessariamente di gran lunga più intelligenti e potenti degli umani non potenziati. Suggerisce che le intelligenze artificiali daranno prova di pensiero morale e rispetteranno gli umani come propri antenati.
Kurzweil è qui davanti a noi e sembra avere una risposta tecnologica ad ogni nostra domanda. Tutto potrà essere sostituito, nessuna eccezione. E’ un uomo che da l’impressione di vivere in una altra realtà, forse già in quella futura e la sua università Singularity Univeristy è stata creata apposta per prepararci al momento in cui le intelligenze artificiali supereranno quelle umane nel momento della “Singolarità”.
C’e’ da crederci ? Per la nostra formazione classica non ci resta che dire con il Manzoni del 5 maggio ” ai posteri l’ardua  sentenza…” .
Ma sembra di capire che i posteri saremo già’ noi….

Moffet Field, Ca, USA, 21 giugno 2014
LUCREZIA BISIGNANI