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Malala, premio Nobel per la Pace 2014: “Perché io volevo andare a scuola. Volevo imparare.”

Isis, ebola: è stata una settimana da incubo illuminata però da una notizia meravigliosa soprattutto per tutti noi che ci battiamo per un nuovo tipo di istruzione. L’annuncio dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace alla 17enne Malala Yousafzai, per aver condotto un’eroica battaglia per i diritti delle bambine all’educazione scolastica, è un segnale di speranza e riscatto per tutti.

Malala oggi da’ l’esempio a tutto il mondo che i bambini e i giovani possono, anche loro, cambiare e migliorare la propria situazione. 

Era a scuola, in classe, quando ha saputo di aver vinto il Nobel per la Pace, era seduta al proprio banco come tanti altri bambini che si lamentano di andare a scuola. Era li’ ad imparare come tanti altri bambini che invece un’aula la sognano soltanto. Proprio come lei che nel 2013, all’età di 15 anni, è stata sparata alla testa dai miliziani talebani, perché voleva andare a scuola e lottava per questo diritto. Ma in Swat Valley, una delle province del Pakistan, dove viveva, il regime Talebano non permetteva alle bambine di avere un’educazione. Malala aveva due opzioni a quel tempo, non parlare, oppure parlare e rischiare di essere uccisa. Non ha esitato, infatti curava un blog per denunciare le dure condizioni di vita sotto quel regime. Ha scelto di combattere per i suoi diritti e per questo ha rischiato la vita. Documentava la condizione delle donne, a cui non era permesso neanche di uscire di casa, figuriamoci frequentare la scuola e se qualcuna trasgrediva veniva uccisa.

Perché Malala ha sentito il bisogno di far sentire la sua voce?

“Perché io volevo andare a scuola. Volevo imparare”

E’ quello che ha risposto commentando il grande riconoscimento avuto, per di più come la più giovane vincitrice nella storia del Nobel.
Malala racconta che, come tutti i bambini aveva dei sogni: voleva fare il dottore. E quando le hanno negato il diritto ad andare a scuola lei ha capito che i suoi sogni non si sarebbero mai avverati. Non sarebbe mai diventata un dottore. Non andare a scuola non gli avrebbe mai permesso di diventare quella che sarebbe potuta diventare nel suo futuro. Si sarebbe sposata giovanissima seguendo un destino drammatico riservato a quasi tutte le sue coetanee. Per questo ha deciso di parlare.

Oggi il suo sogno in parte si è avverato. Lei è a scuola. Vive in Inghilterra e ogni giorno riceve un’istruzione di qualità. Dopo aver saputo dalla sua insegnante di aver ricevuto il Nobel per la Pace è rimasta a scuola, passando dalla classe di fisica a quella di inglese, in onore di tutti quei bambini che a scuola ancora non ci possono andare. E scherza sul fatto che non sarà il Nobel a farle superare gli esami, ma solo il duro impegno. Lo stesso che continuerà a dedicare per completare il resto del suo sogno: dare a tutti i bambini del mondo il proprio diritto a ricevere un educazione di qualità.

Nel suo commovente discorso alle Nazioni Unite a New York nel Luglio del 2013 ha detto: “Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Queste sono le armi più potenti al mondo. Un bambino, un insegnante, un libro, una penna, possono cambiare il mondo. L’Educazione è l’unica soluzione. L’Educazione prima di tutto.” E se da sola e così giovane, la sua voce è stata ascoltata dai ‘grandi’ del mondo, questo premio per lei rappresenta, non un traguardo, ma un incoraggiamento ad andare avanti e credere in se stessa, sapendo che oggi ci sono tante persone che la supportano e che non è più sola.

Ringrazia suo padre che non potendogli offrire privilegi di nessun tipo, gli ha dato la cosa più importante; il coraggio di volare alto e raggiungere i propri obiettivi senza mai tarparle le ali. Infine, dividendo il premio con l’indiano Kalilash Satyarthi, attivista per il diritti del bambini, lancia la sua umile richiesta di pace tra l’India e il Pakistan. Per rispettarci tutti, combattendo uniti per i nostri diritti, quelli dei deboli e umili del mondo a cominciare dai bambini e le donne.

Per Staanoi e per chi oggi porta avanti la missione educativa Malala, è un grande esempio e una voce risonante che faciliterà il sogno di tutti noi; un’istruzione di qualità per tutti.