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Il Preside più “smart, cool & tech” d’Italia!

 

istituto majorana brindisi salvatore giulianoIl Preside Salvatore Giuliano mi viene a prendere in stazione per portarmi a vedere la sua scuola. L’Istituto Majorana di Brindisi e mi dice “Ti faccio vedere che casino abbiamo messo su quì!”

Nel tragitto in macchina gli arrivano telefonate che riguardano droni, stampanti 3d e wifi, forse avrei dovuto già intuire, ma certo non potevo immaginare di trovare “la scuola del futuro” in un istituto pubblico nel Sud d’Italia.

Entro in una classe e rimango senza parole.

Meglio della “Singularity University”, delle migliori scuole americane, dei college inglesi, meglio di tutto quello che ho visto in Italia e all’estero.

Sui muri graffiti colorati e slogan con i valori che rappresentano gli studenti del futuro: “Create”, “Present”, “Investigate”. E’ l’ora di scienze, i ragazzi non sono seduti sui banchi ma su delle sedie colorate movibili con il proprio tavolino davanti (gli stessi che avevamo a Singularity University) e sono disposti a cerchio. L’insegnante è seduta accanto a loro. Sui tavoli niente fogli o libri, solo un ipad. Dietro di loro un mega schermo e sull’altro lato la LIM. E poi c’è “l’angolo di presentazioni”, dove un grande schermo e un clicker permettono agli studenti di presentare alla classe, seduta su dei blocchi bianchi di fronte, le proprie idee e lavori. Il preside chiede loro di mostrarmi l’ultimo compito a casa: un film documentario sulle ultime 3 lezioni di scienze. Gaia accende la tv e fa partire il filmato realizzato insieme ad altri 3 compagni. Il video è superlativo e impazzisco all’idea che i professori assegnino compiti di questo genere agli studenti; non solo imparano la lezione di scienze mille volte meglio che se la dovessero studiare sul libro e fare una noiosa interrogazione, ma questo metodo didattico permette loro di sviluppare tante altre skills trasversali come la creatività, la collaborazione, la comunicazione, la leadership, e imparare a girare, montare ed editare un filmato alla perfezione. I professori poi non dicono “consegnami il compito”, ma semplicemente “Pubblicalo!” ed è così che i loro lavori vengono messi sul proprio canale youtube.

istituto majorana brindisi 2 salvatore giuliano

La media degli studenti? 10. Come vengono testati? Anche i compiti in classe sono fatti sull’ipad attraverso un software con cui poi i professori possono analizzare ogni singola risposta degli studenti e capire attraverso le statistiche che gli vengono fornite in quale domanda gli studenti sono andati peggio o individuare quale argomento o concetto richiede un approfondimento.

 

Gli studenti sembrano felici, adorano la propria scuola, i propri insegnanti e soprattutto guardano con ammirazione e amicizia il preside che stuzzicandoli chiede loro : “ma anche nella vostra vecchia scuola alle medie era cosi?” Risposta: “Seeee!!!! Là c’era un computer vecchio, quelli con la scatola dietro, che non funzionava, però la scuola lo faceva vedere a tutti per dimostrare che erano tecnologici!”. All’insegnante di matematica, chiedo chi le ha insegnato ad usare cosi bene tutti questi strumenti e lei indica il preside. “ Un Luglio, di ormai 3 anni fa, ci radunò tutti e ci fece un corso di tecnologia, poi da lì con un po’ di curiosità abbiamo imparato a fare da soli.”

istituto majorana brindisi 1

Et dulcis in fundo… Entro in un piccolo auditorium e mi metto degli occhiali 3d. Tra le 80 lezioni di scienze sul computer ne scelgo una a caso, quella sul cuore. Il preside clicca. Mi siedo in platea e parte la lezione, rigorosamente in inglese, con immagini del cuore, le valvole, i ventricoli, il sangue che circola, tutto in 3d, quasi potevo toccarlo tanto sembrava reale. E il mio cuore lo ha fatto battere davvero facendomi venire voglia di tornare a scuola. 79 centesimi a lezione e lui le ha comprate tutte per i suoi studenti che questi argomenti li padroneggeranno davvero: con lezioni di questo tipo non potrebbe essere altrimenti.

Il preside dell’Istituto Majorana. Il preside più smart, cool and tech d’Italia. La sua storia dimostra che “si può fare”, servono solo le tre “P”, come direbbe lui; passione, passione, passione. La stessa che l’ha portato nel 2005 al MIT dove vinse un corso di formazione per imparare ad applicare le tecnologie alla didattica e sin dal primo giorno (quando gli fecero fare una caccia al tesoro per il campus usando un GPS), Giuliano capì quanto la scuola era indietro. Da quell’estate tutto cambiò, e come spesso succede quando entri nel futuro, tutto il resto per lui diventò insopportabile preistoria.

 istituto majorana brindisiOggi, nel suo ufficio, riesco a contare ben 5 computer, e se bussano altri insegnanti è solo per rivolgerli domande del tipo “Preside, mi da la password per scaricare l’app di scienze?” oppure constatazioni quali “Preside, il nuovo wifi è proprio una bomba.”

 E non resisto alla tentazione di chiedergli dove abbia trovato i soldi per fare tutto questo, e lui, prima di accendere lo schermo e avviare una presentazione in Power Point per narrarmi la sua storia, mi risponde:

“I soldi non mancano mai, troviamo le idee, quelle sì sono rare.”

I soldi lui li ha trovati inventandosi bookinprogress, un metodo che permette alle famiglie di risparmiare grandi cifre sui libri scolastici e spendere quei risparmi sulle tecnologie, come per esempio gli ipad (che ad oggi ogni studente nella scuola possiede).

Con bookinprogress, il preside si è inventato di far scrivere i propri libri di testo ad ogni professore. In questo modo il libro può essere aggiornato di continuo, e i professori diventano protagonisti della scuola in grado di creare contenuti personalizzati e far partecipare anche gli studenti a questo percorso che da spettatori passivi diventano creatori della propria istruzione. Soprattutto, permette alle famiglie di spendere 50euro l’anno invece che 400euro e comprare un ipad a rate da 25 euro al mese per un totale di 340euro.

Inutile dire che agli editori non generi entusiasmo, ma il preside si è studiato molto bene la questione ed ha agito con tutte le cautele necessarie. Ha realizzato una tipografia nella scuola per stampare i libri prodotti guadagnandosi l’attenzione del Presidente della Repubblica che lo ha invitato ad un convengo con altri presidi e docenti per confrontarsi sul Progetto.

Altri istituti hanno aderito all’iniziativa iniziando a stampare 40mila volumi che il preside ha poi distribuito con un furgoncino in tutta Italia. La produzione si è ampliata: dalla tipografia a scuola si è passati ad una esterna e successivamente dalla carta al digitale. Ogni disciplina viene coordinata da una scuola e poi viene scritto il libro aprendo un confronto tra più docenti. Successivamente un esperto crea la versione per ipad e smart phone: i materiali didattici creati dalle scuole che hanno aderito all’iniziativa sono primi nella classifica di ItunesU. 

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Ma come si può fare per esportare questo modello in tutta Italia? Come si possono avere tanti Istituti Majorana, scuole che siano così all’avanguardia? Secondo Giuliano, basterebbe una sola parola: “Valutazione”.

Ha proprio ragione, lui lo fa perché ha “passione, passione, passione”, certo tutti gli altri presidi e docenti che non hanno la sua stessa passione, non hanno nessun incentivo a cambiare. Un sistema di valutazione invece, permetterebbe alle scuole di essere premiate e aggiornate secondo criteri oggettivi. Nessuno meglio del preside ci insegna che “si può fare.”